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La Storia

La rinascita di un antico vino

Una rivoluzione vitivinicola proclamata in nome dell’Unità d’Italia si diffuse a partire dalla seconda metà dell' ottocento nel territorio di Gubbio. Suo involontario e inconsapevole eroe divenne un giovane contadino, "Lucigno". L’abilità del giovane non era sfuggita al fattore dell’Abbazia d’Alfìolo, un piemontese che aveva ritrovato in questo angolo dell’Alta Umbria alcune delle caratteristiche della sue Langhe, la terra del Nebbiolo. Lo portò con sé in Piemonte affinché apprendesse l’antica arte della potatura e della vinificazione da una famiglia di contadini langhigiani. E "Lucigno" apprese, non solo per se stesso e per la tenuta, ma per un’intera comunità.

Per i funzionari e fattori piemontesi, grande fu la sorpresa di ritrovare nell’eugubino caratteristiche ambientali capaci di soddisfare l’animo esigente di una coltura da sempre circoscritta ad aree particolari: l’orientamento verso sud-ovest, l’escursione termica, la ricchezza di ferro e di marne calcaree e la cura secolare che ne facevano l’ambiente ideale per la coltivazione di Pinot, Sangiovese e Nebbiolo.

È questa la tradizione che rivive oggi nella nuova impresa della famiglia di Giovanni Colaiacovo, messasi sulle tracce dell’antico bouquet del Nebbiolo di Gubbio con l’Azienda Agraria Semonte. Andare alla ricerca di segni, testi e racconti sulla vicenda del Nebbiolo di Gubbio significa dedicarsi ad un’attività di recupero e rinascita.

"Sulle origini del Nebbiolo di Gubbio" relazione storica di Fabrizio Cece